L'Italia è una repubblica sfondata.
Indipendentemente dallo schieramento politico al governo, l'Italia è la Repubblica delle banane. I segnali in questo senso non si contano più: zero peso a livello internazionale, politici attacati solo alle poltrone, un esecutivo ed un Parlamento vecchi e di fatto privi di capacità rappresentativa. Il fenomeno "Grillo" in questo senso è esplicativo di un malessere diffuso e che a mio avviso i vertici del Paese stanno nonostante tutto sottovalutando. Ci vuole un rinnovamento, si dice da più parti. Preoccupa il fatto che a dirlo debba essere soprattutto un comico. Tuttavia si sa, sotto alcuni punti di vista l'Italia fa decisamente ridere. Chiarito questo, credo le strade future percorribili siano due. Da una parte è possibile ipotizzare un vero cambiamento, un rinnovamento della classe politica sin dalle fondamenta. Dall'altra, invece, si potrebbe supporre che il Paese continui ad andare sempre più alla deriva. Ed allora, dico io, perchè continuare a fingere che alla guida del Paese ci siano personalità di spicco, d'altro valore morale, attente agli interessi dell'elettorato? Se dobbiamo far pena, facciamola fino in fondo. Ecco dunque la proposta: via tutti da Governo e Parlamento. Un colpo di Stato. E senza alcuna votazione va messo un esecutivo frizzante, spigliato, innovativo. Insomma, persone che davvero rappresentino lo stato attuale dell'Italia, i suoi picchi di moralità ed il suo alto attaccamento ai valori della giustizia sociale, della solidarietà, della responsabilità politica. Un esecutivo come mai prima d'ora. Niente finti politici, tutta roba genuina. Il motto, ribadisco, è solo uno: se proprio dobbiamo fare schifo, facciamolo fino in fondo e senza mezzi termini. Ecco, dunque, la mia proposta di governo.
Il Gabibbo. Nessuno più indicato di lui. Già lo vedo, pronto a risolvere le più intricate questioni internazionali con un sonoro: "Ti spacco la faccia, besugo!" e festeggiare la sottoscrizione di un accordo multilaterale con un perentorio: "Belandi!".
Carlo Conti. Poco c'è da dire in questo caso. La sua nomina è giustificata allo stesso modo di come vengono giustificate le sue conduzioni televisive: non c'era nessun altro disponibile. "C'è un problema, Papi ha la cacarella, non può più venire!" "Ok, chiamate Carlo Conti".
Santi Licheri. Dopo una lunga permanenza a Forum, chi meglio di lui può risolvere i problemi della giustizia in Italia? Risponderà alle nostre richieste non appena avrà terminato di deliberare.
Iva Zanicchi. L'inflazione galoppa? La Finanziaria ha dei problemi in Parlamento? Un bell' "Ok, il prezzo è giusto!" mette sempre tutti d'accordo.
Amadeus. Uno dei più alti rappresentanti della cultura italiana. Quiz a risposta secca, uno contro tutti, eliminazione del 50% delle risposte sbagliate: nulla lo mette in difficoltà. Se non la scelta delle camicie, ma questo è un altro paio di maniche (per l'appunto).
Antonella Clerici. La sua idea di sostituire l'inno d'Italia con una versione strumentale di "Le tagliatelle di nonna Pina" sta raccogliendo pian piano sempre più consensi.
La signorina Livoli. La concorrente di "TeleMike" che nel 1990 fece una colossale figura di merda in diretta tv. Beccata da Mike Buongiorno mentre sbircivava dei fogliettini nascosti nel reggiseno per rispondere alle sue domande, venne derisa e squalificata. Di comunicazione, non c'è che dire, se ne intende.

Una mazza di nessuno. E' quanto di meglio c'è in circolazione, cari i mie fratelli d'Italia. Ed ora tutti in piedi, mano sulle tagliatelle, che parte l'inno.
















