venerdì 28 settembre 2007

L'Italia è una repubblica sfondata.

Indipendentemente dallo schieramento politico al governo, l'Italia è la Repubblica delle banane. I segnali in questo senso non si contano più: zero peso a livello internazionale, politici attacati solo alle poltrone, un esecutivo ed un Parlamento vecchi e di fatto privi di capacità rappresentativa. Il fenomeno "Grillo" in questo senso è esplicativo di un malessere diffuso e che a mio avviso i vertici del Paese stanno nonostante tutto sottovalutando. Ci vuole un rinnovamento, si dice da più parti. Preoccupa il fatto che a dirlo debba essere soprattutto un comico. Tuttavia si sa, sotto alcuni punti di vista l'Italia fa decisamente ridere. Chiarito questo, credo le strade future percorribili siano due. Da una parte è possibile ipotizzare un vero cambiamento, un rinnovamento della classe politica sin dalle fondamenta. Dall'altra, invece, si potrebbe supporre che il Paese continui ad andare sempre più alla deriva. Ed allora, dico io, perchè continuare a fingere che alla guida del Paese ci siano personalità di spicco, d'altro valore morale, attente agli interessi dell'elettorato? Se dobbiamo far pena, facciamola fino in fondo. Ecco dunque la proposta: via tutti da Governo e Parlamento. Un colpo di Stato. E senza alcuna votazione va messo un esecutivo frizzante, spigliato, innovativo. Insomma, persone che davvero rappresentino lo stato attuale dell'Italia, i suoi picchi di moralità ed il suo alto attaccamento ai valori della giustizia sociale, della solidarietà, della responsabilità politica. Un esecutivo come mai prima d'ora. Niente finti politici, tutta roba genuina. Il motto, ribadisco, è solo uno: se proprio dobbiamo fare schifo, facciamolo fino in fondo e senza mezzi termini. Ecco, dunque, la mia proposta di governo.

Ministro per gli Affari Esteri.

Il Gabibbo. Nessuno più indicato di lui. Già lo vedo, pronto a risolvere le più intricate questioni internazionali con un sonoro: "Ti spacco la faccia, besugo!" e festeggiare la sottoscrizione di un accordo multilaterale con un perentorio: "Belandi!".

Minstro degli Interni.

Carlo Conti. Poco c'è da dire in questo caso. La sua nomina è giustificata allo stesso modo di come vengono giustificate le sue conduzioni televisive: non c'era nessun altro disponibile. "C'è un problema, Papi ha la cacarella, non può più venire!" "Ok, chiamate Carlo Conti".

Ministro della Giustizia.

Santi Licheri. Dopo una lunga permanenza a Forum, chi meglio di lui può risolvere i problemi della giustizia in Italia? Risponderà alle nostre richieste non appena avrà terminato di deliberare.

Ministro dell'Economia e Finanze.

Iva Zanicchi. L'inflazione galoppa? La Finanziaria ha dei problemi in Parlamento? Un bell' "Ok, il prezzo è giusto!" mette sempre tutti d'accordo.

Ministro dell'Università e Ricerca.

Amadeus. Uno dei più alti rappresentanti della cultura italiana. Quiz a risposta secca, uno contro tutti, eliminazione del 50% delle risposte sbagliate: nulla lo mette in difficoltà. Se non la scelta delle camicie, ma questo è un altro paio di maniche (per l'appunto).

Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.


Antonella Clerici. La sua idea di sostituire l'inno d'Italia con una versione strumentale di "Le tagliatelle di nonna Pina" sta raccogliendo pian piano sempre più consensi.

Ministro delle comunicazioni.


La signorina Livoli. La concorrente di "TeleMike" che nel 1990 fece una colossale figura di merda in diretta tv. Beccata da Mike Buongiorno mentre sbircivava dei fogliettini nascosti nel reggiseno per rispondere alle sue domande, venne derisa e squalificata. Di comunicazione, non c'è che dire, se ne intende.

Presidente del Consiglio.


Una mazza di nessuno. E' quanto di meglio c'è in circolazione, cari i mie fratelli d'Italia. Ed ora tutti in piedi, mano sulle tagliatelle, che parte l'inno.

martedì 25 settembre 2007

La pace nel mondo

Indiscutibilmente, questo è un culo. Ora, perchè parlare di culi? Lo spunto mi viene dal concorso "Miss Italia", che si è concluso ieri sera. In effetti, un paio di giorni fa è emersa una polemica inutilissima, che riguarda proprio i fondoschiena delle miss. Da alcune parti si sono criticate le inquadrature del programma di Rai1: in particolar modo, si è messa in discussione l'opportunità di inquadrare i culi delle 30 finaliste del concorso. Ripeto, la polemica è inutile, e non ha motivo di esistere. Dico io, fanno bene a riprendere il culo di una miss. Cosa dovrebbero inquadrare? Le gengive? Un concorso di bellezza punta, per definizione stessa, sulla bellezza. E la gente a casa vuole vedere carne, e null'altro. Seni, culi, gambe. Punto. Certo, è evidente lo sforzo degli autori del programma, che cercano ogni anno di far passare "Miss Italia" per un programma che in realtà non è, infarcendolo di elementi superflui quali i discorsi con le ragazze o qualche ospitata di cantanti o attori. Tuttavia il concorso rimane sempre una sfilata di carne giovane. Converrebbe far passare il prodotto televisivo per quello che è sempre stato, senza aggiungere interviste a cui rispondere: "la pace nel mondo" o domande ad alto coefficiente di difficoltà, del calibro di: "Se trovassi la tua migliore amica a letto con il tuo ragazzo, cosa faresti?". La pace nel mondo, rispondo io.
Archiviato l'argomento culo, mi soffermo solo un istante sulla conduzione del programma. Se devo essere sincero, non posso esprimermi con gran cognizione di causa a riguardo perchè non l'ho visto. Ieri sera però una mezz'ora, verso le nove, non me la sono persa. E vi assicuro: ho assistito ad uno degli spettacoli più pietosi di sempre. Mike Buongiorno probabilmente è deceduto e nessuno se n'è ancora accorto, è stato fermo immobile per tutti e trenta i minuti a leggere il copione incespicando con le parole ad ogni pié sospinto. Credo che durante le pause pubblicitarie lo spingessero dietro le quinte con un carrellino, per non far scoprire che la gambe sono impagliate. Loretta Goggi a sua volta non mi è sembrata propriamente a suo agio: del resto la capisco. Era più preoccupata che il buon Buongiorno non combinasse disastri che della conduzione del concorso. Il top ad ogni modo è stato raggiunto quando è stato presentato il "presidente della giuria": Pippo Baudo. Un altro giovane, insomma. Sommando la sua età a quella di Mike Buongiorno si risale dritti dritti ai tempi di "Miss Protozoico". Vi assicuro, una cosa pietosa. Gente vecchia, un programma vecchio, cento diciassettenni con la telecamera puntata sul culo che parlano della pace nel mondo. Vista l'età dei conduttori, credo sia più appropriato parlare di pace dei sensi.

lunedì 24 settembre 2007

Messaggio pubblicitario

Quest'oggi, dopo tanto silenzio, voglio tornare on line con un messaggio atipico. Un messaggio pubblicitario "autogestito". In altri termini, vi consiglio un prodotto senza che nessuno mi abbia pagato o spinto in alcun modo per farlo. In particolare, voglio annunciare un avvenimento: ieri ho mangiato la torta Sacher più buona della mia vita. Presa alla pasticceria "Alla fontana", a Salorno (Bz). Una goduria infinita. E ve lo dice un amante della Sacher, in assoluto la mia torta preferita. Quella della pasticceria citata è da orgasmo: marmellata abbondante, una glassa da standig ovation. Credetemi, ve lo dico col cuore. Andate lì a prenderla. E baciate in bocca i pasticcieri, per il solo fatto che esistono. Ora scusate ma vado a sognare la torta.
P.s. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, ringrazio la Musa per avermi fatto scoprire tutto questo.

domenica 23 settembre 2007

Buona domenica

venerdì 21 settembre 2007

Furbata

Per fortuna la Musa non ne ha avuto bisogno. Tuttavia è un ottimo metodo per ingannare il professore nel corso di un test. Imparate, può sempre tornare utile. E buon venerdì!

giovedì 20 settembre 2007

Siamo tornati!

Eccoci tornati dalle "vacanze". Ce ne saranno altre, di più intense (ce le meritiamo tutte).
Per ora vi lascio questo video, prima di intasarvi nuovamente lo schermo di parole.

martedì 11 settembre 2007

Blog in vacanza

Siamo in vacanza, torniamo online mercoledì prossimo!

Img presa QUI

lunedì 10 settembre 2007

La mela d'oro


I coidori sono, in Val di Non (meglio. nella bassa valle) coloro che raccolgono le mele. Coir pomi infatti significa, nel dialetto locale, raccogliere mele. I coidori devono stare attenti nel cogliere le mele dagli alberi poichè le mele senza pégol (picciolo) non valgono nulla e vanno buttate nel gabiòn dei scarti (cassone degli scarti). I coidori, a fine mese, un po' invidiano i contadini e lavoratori della della Piana Rotaliana, che normalmente per quelle date i a zà ruà de vendemiar (hanno già finito di vendemmiare). Ora le mele nonese sono perlopiù Delicious, Golden e Canada, ma ricordo ancora che, tra gli alberi del nonno, c'era qualche pianta di Bella di bosco, la mia mela preferita. Asprigna come foglie di Crispino, con un retrogusto frizzante. Di solito le Bella erano bitorzolute e bruttine perchè non trattate come le altre mele, non destinate alla vendita. Ma per me quelle rappresentano l'archetipo di mela.

Ho passato molti autunni, da piccola, a far la cèrnita, ovvero separare le mele buone da quelle troppo piccole, bucate, graffiate, oppure, appunto, senza pégol. Da piccola era un appuntamento fisso: picnic, termos di caffè e di tè di frutti, niente merendine (con tutte quelle mele appena colte, che sono ancora calde di sole e fresche di acqua della fontana, non serviva altro). Si passava il fine settimana ad aiutare in campagna: nonni, zii, cugini, prozii, tutta la famiglia. Poi le regole si sono fatte più rigide ed abbiamo smesso di andare. Una volta, il "pagamento" erano due cassette di mele e la reciprocità di andare in aiuto nel caso di traslochi od altri problemi logistici. Ora che non si può più dare una mano gratis, conviene di più pagare la manodopera efficace di polacchi, rumeni ed altri europei dell'Est. Niente più cassette di mele in cambio di lavoro.

domenica 9 settembre 2007

Domenica è sempre domenica

sabato 8 settembre 2007

Ricordi d'altri tempi


Queste sono giornate di ricordi, ci posso fare ben poco. Ed allora, perchè non condividerli con tutti voi? Oggi parliamo di He-man. Alcuni di voi forse si chiederanno: ehi, chi diamine è He-man? La risposta ce la dice zio Wikipedia.

He-Man (l’uomo più forte dell’universo) è un personaggio immaginario ispirato creato nel 1981 da Mattel per la linea di giocattoli dei Masters of the universe (accorciato spesso in M.O.T.U., in italiano “i dominatori dell’universo”), presente in vari altri generi di prodotti collaterali (fumetti, cancelleria scolastica, ecc…) nonché in diverse serie di cartoni animati.

Tutto qui? No di certo. In realtà He-man è ben altro. Anzitutto è evidentemente un parente palestrato di Enzo Paolo Turchi.


In secondo luogo, è stato mio compagno di giochi nei primi anni di vita. Giocare con He-man era un delizioso passatempo. Ricordo bene tutti i personaggi della serie, ed i relativi giocattoli che custodivo gelosamente. A partire dal nemico di sempre, Skeletor.


Non chiedetemi perchè anche uno scheletro appaia palestrato, né perchè la sua spada abbia la forma di una peretta. Questo non è affar mio. So solo che ci ho giocato tanto, e sono grato alla Mattel per aver partorito personaggi di questo calibro. Ora, la domanda sorge spontanea. In questi giorni di grandi polemiche verso la casa produttrice di giocattoli, vi siete chiesti, in maniera molto semplice: "con cosa abbiamo giocato noi?". In altri termini, se oggi emergono tutti questi problemi per i materiali utilizzati nei giocattoli Mattel, credete che gli stessi identici problemi non ci fossero anche in passato? Il piombo era probabilmente uno dei materiali più tonificanti per il corpo, nei giocattoli di vent'anni fa. Ed i bambini mettono i giocattoli in bocca ogni venti secondi, di norma. Il risultato di questa riflessione è tutt'altro che incoraggiante. E se He-man e Skeletor fossero stati colmi di sostanze pericolose (in questo modo si spiegherebbe perchè nei cartoni lampaggiavano ed emanavano strane onde fosforescenti)? E se standone a contatto tutto il giorno mi fossi infettato? Potrei risentirne con gli anni, ammalarmi. Oppure potrei sviluppare anche io dei poteri incredibili, grazie alla radiazione dei miei vecchi pupazzetti. E salvare il mondo con un paio di slip di pelo rosso ed il collo taurino. A noi due Skeletor!

venerdì 7 settembre 2007

Scegliendo te un'Amiga per amica

Non so quando ci si accorge di essere passati ad un'altra generazione. E non so nemmeno bene cosa distingua una generazione dall'altra. So solo che in questi giorni mi sento un po' più avanti con gli anni, e guardo con occhi differenti ciò che mi circonda. Oggi parliamo molto brevemente di videodivertimenti, di videogiochi. Quando avevo sette - otto anni giocavo con un computerino che si chiamava Amiga. Grafica approssimativa, dieci minuti per caricare un gioco, floppy per farlo andare. Diciamo, spingendoci in un paragone, che se le varie Play3 ed Xbox360 che ci sono oggi sono dei missili terra aria a lunghissima gittata, l'Amiga era una cerbottana. Eppure quanti ricordi, quanta emozione nelll'attesa che il gioco partisse (si trattava di un'eventualità, giacché qualche volta si inceppava tutto e dovevo spegnere). I personaggi dei videogiochi erano, se paragonati con quelli presenti oggi, semplicemente terrificanti. Squadrettati, in rigorose due dimensioni, con comandi semplici ed intuitivi. Quattro tasti e la barra spaziatrice.
Ve lo avevo accennato, da qualche tempo guardo le cose con occhi differenti. E penso proprio di poter dire come quei vecchi giochi avessero un fascino speciale, assolutamente ineguagliato.
Now loading...


Il video dura dieci minuti. Non so se avete voglia di guardarlo tutto. Bastano comunque pochi minuti per vedere cosa poteva offrire l'Amiga. Tutta roba mai superata, per me.

giovedì 6 settembre 2007

L'apparecchio più costoso del mondo

La domanda sorge spontanea: chi sono questi due, e cosa vogliono da me? Perchè l'uomo sulla sinistra ha difficoltà ad alzare il pollice e quello sulla destra ha una catena del water attaccata al collo? Domande a cui oggi cercheremo di rispondere, miei cari amici. Non a tutte, a dire il vero. Diamo infatti un bel calcio al capellone e restiamo con l'uomo dalla catena d'oro. Il suo nome è Alexandre Rodrigues da Silva, abbreviato in "Pato". Ne parliamo con particolare attenzione perchè Pato è il nuovo acquisto del Milan, che se ne è aggiudicato le prestazioni calcistiche per la convenientissima cifra di 22 milioni di euro. Voi direte: e chissenefrega? La risposta è pertinente. Cerco di far breccia nella vostra indifferenza mettendo in luce come Pato abbia 18 anni, compiuti da due giorni. Ancora, in coro: e sti cazzi? Beh, mettendo i due dati raccolti uno sopra l'altro, il risultato non torna.
Sbaglio, o ogni anno emergono problemi di bilancio delle società di serie A, e si sbandiera a destra e a manca la necessità di impostare un mercato dei calciatori il più morigerato possibile? Sbaglio, o ogni anno si manifesta l'assoluta volontà di abbassare il livello economico delle trattative e di far scendere anche lo stipendio dei giocatori? Mi rispondo da solo: non sbaglio. Bene, allora posso avere una discreta confusione nel comprendere perchè in questo scenario una società di calcio italiana sia andata a sborsare più di 20 milioni di euro per un diciassettene con l'apparecchio ai denti ed alcuni brufoli sulle gote? Al massimo uno di diciassette anni lo si prende per 2 milioni, compreso il biglietto per un giorno a Mirabilandia (il secondo giorno è gratis, Pato!).
Non intendo mettere in discussione il valore del giocatore, questo sia chiaro. Certo però che l'investimento è smisurato, e su questo non ci piove. E non m si venga a rispondere: il Milan è una società privata e fa ciò che vuole. Perchè come forse saprete il settore calcistico è uno di quelli che gode di maggiori benefici dallo Stato italiano: sgravi fiscali, "spalmadebiti", norme particolari sull'assunzione del personale (per citarne solo alcuni). E allora io mi inalbero e mi domando: perchè vanno concessi privilegi a società che non sono palesemente in grado di spendere? Perchè va salvaguardato chi investe milioni su milioni a sproposito e non rispetta i parametri di "valore" che il mercato doveva, nelle dichiarazioni, autoimporsi? L'apparecchio per i denti costa, poniamo, mille euro (a farla grossa). Lo stipendio di Pato ammonta a circa 2 milioni di euro a stagione. Solo nei primi dodici mesi gli rimarranno dunque da spendere 1 milione 999 mila euro. Sai quanti giri a Mirabilandia?

mercoledì 5 settembre 2007

Sugar, we're going down...


Dubito che la Mattel possa mai sponsorizzare questo blog, anche perchè non le abbiamo mai fatto una gran bella pubblicità, ma se la vanno proprio a cercare e noi non ci lasciamo scappare certe occasioni per fare un po' di sana e ironica critica. Il Corriere titola "Giocattoli al piombo, terzo ritiro per Mattel" e io mi lascio sfuggire un risata di sano gusto perchè questo tema mi era rimasto particolarmente a cuore gia qualche settimana fa e mentre cercavo di capire se fosse colpa dei cinesi o degli americani alla fine chi ci va di mezzo sono i pargoletti di mezzo mondo. Pazienza, forse è ora di fare un lifting alla Barbie.
Tra l'altro è solo idea mia o il logo Mattel fa troppo anni 80?


Che volete che vi dica: "Sugar we're going down..."

Un gran bel pezzo di patata

Non volevo crederci, invece è proprio così. A Levico in questi giorni si è riunita la "Confraternita della torta di patata". Una vera e propria organizzazione, con tanto di Gran Maestro (del resto chi non vorrebbe essere universalmente riconosciuto come il "Gran Maestro della patata"?).
Certo che il nome fa sorridere, e non poco. Della Confraternita fanno parte personalità del calibro di Lorenzo Dellai e di Tiziano Mellarini, ben determinati a diffondere nel globo il verbo della patata (in torta, sia chiaro). Lo scopo del gruppo è quello di perfezionare e divulgare la ricetta della torta di patata in giro per il mondo. Sulla scia della Confraternita della patata, pare stiano sorgendo in tutta Italia altri gruppi dai nomi particolari, ma tutti comunque degni di attenzione. Possono essere annoverati, in particolare:

- La Confraternita delle fave;
- La Confraternita "i due meloni";
- La Confraternita "gli amanti del cetriolo" (con tanto di Gran Maestro del cetriolo).

Gran belle ricette, ma soprattutto gran bei nomi. "Ed io, nel pieno dei miei poteri, ti nomino Cavaliere della Confraternita della torta di patata". Curioso, non c'è che dire. Davvero curioso.

martedì 4 settembre 2007

Sicuro? Mica tanto...

La questione sicurezza in questi giorni dilaga, sia per crimini di vario genere che impazzano a Studio Aperto, sia per il coraggioso tentativo del sindaco di Firenze di frenare il fenomeno dei lavavetri. Mi concentro sull'ultimo e lascio Studio Aperto ad altri.
La decisione presa nel capoluogo toscano di segnalare come illegale l'attivitá dei lavavetri, rendendo questi soggetti perseguibili a norma di legge, entra in maniera decisa a spezzare una specie di incomprensibili tabu nei quali le amministrazioni locali, innanzi a fenomeni generanti ovvie problematiche per il cittadino comune, tendono a socchiudere gli occhi. Parlo dei lavavetri, ma anche dei parcheggiatori o appunto dei piú volte citati graffitari o ambulanti.
L’azione del sindaco di Firenze non è certamente una specie di editto oltranzista di regime, tutt’altro è semplicemente una misura attraverso la quale si cerca di migliorare la condizione di vita del cittadino onesto, che si trova spesso in condizione di vittima fronte alle angherie altrui, senza potersi avvalere di nessun tipo di aiuto istituzionale. Il considerare il lavavetri come una figura non benvenuta agli incroci è a mio parere una considerazione che va oltre gli schieramenti politici, si tratta di garantire al cittadino-utente una condizione di vita quantomeno decente.
Dispiace che alcune parti della sinistra piú radicale abbiano attaccato il sindaco, che come sappiamo appartiene al centrosinistra, solo perché egli si è posto la prerogativa di procedere in maniera spedita nell’ambito sicurezza. Questo episodio mi ricorda in parte il forte disincanto di una parte della sinistra che apparse quando Cofferati, da sindaco, usó toni duri contro manifestanti e scioperanti. Purtroppo la condizione di pubblico dirigente determina la necessità di realizzare scelte che devono confrontarsi con la realtà e non l’ideologia pura.
Valga forse dire che una parte minoritaria della sinistra sembra incapace di assumere un ruolo che non sia quello dell’opposizione eterna, anche quando formano parte integrante del governo attuale.
Mi scuso per il divagare, torno all’argomento sicurezza, osservando che oggi sul Corriere è possibile leggere alcuni spunti relativi al pacchetto sicurezza che prevede mano dura anche su ambulanti e mendicanti.
Questa serie di azioni, che a mio parere devono essere decise in maniera coordinata con l’ente territoriale come terminale ultimo del contatto con il cittadino, tendono a colpire laddove il piú delle volte la malavita organizzata sfrutta l’immigrato clandestino per sviluppare i propri traffici, dalle merci contraffate sino al traffico di persone. Il piú delle volte coloro che per strada svolgono attivitá come quelle che ho citato sono vittime di personaggi e associazioni a delinquere che fanno dell'estorsione sistematica una forma di guadagno.

Questo argomento riguarda le grandi cittá, mentre qui da noi probabilmente questa necessità risulta molto minore dato l’indice piuttosto basso di crimini in provincia, ma non ostante questo la sicurezza come bene civico e diritto deve essere assolutamente salvaguardata, dato che il cittadino deve essere in ogni momento il soggetto che si beneficia delle politiche pubbliche, sia di destra che di sinistra.

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Amendment II
A well regulated militia, being necessary to the security of a free state, the right of the people to keep and bear arms, shall not be infringed.

domenica 2 settembre 2007

Twist and shout!


Have a nice day.

sabato 1 settembre 2007

Primo sabato di settembre

Buon sabato, buon sole.