giovedì 30 ottobre 2008

A Francesco


A Francesco*, il fascistello in camicia a righine di Piazza Navona che urlava agli antisommossa "Aò, questi sò li ragazzi miei", indicando i picchiatori messi a terra dalla polizia. Sei lì in mezzo in questa foto, guarda come sei bello con la camicia aperta da tronista delle borgate (ma che ambisce ad essere come uno dei tronisti veri, quelli che da Tor Pignattara si spostano verso i Parioli).

A te, Francesco (che peraltro probabilmente frequenti la mia università, od ambisci a farlo, poverino, che te ne stai lì guardando i bei muri rosa e li imbratti scrivendo "evviva long john"). A te e a tutti i tuoi colleghi con le mazze.

Spero davvero che vi sbattano a fare una notte in una bella prigione piena di quei bei galeotti da film, quelli che, simpaticamente, si sputanoo sul palmo della mano, poi strofinano lo sputo sul vostro perineo, slacciandosi la patta.




* Chi ha iniziato a picchiare, chi era dotato di mazze, caschi, occhiali e cappucci e volto coperto, in questo caso, erano i fascisti. Allo stesso modo avrei detto dei comunistelli, sia chiaro.

lunedì 27 ottobre 2008

Persone rassicuranti


vola con quanto fiato hai in gola
il buio ti innamora
qualcuno ti consola
la notte vola
all'ombra di un respiro
io ti saro' vicino
ti prego resta sempre bambino

domenica 26 ottobre 2008

Avanti il prossimo

Per fortuna che le partite di calcio durano solo 90 minuti.
Tra Italia e Roma nell'ultimo anno gli unici calci sono stati quelli presi nel culo.

domenica 19 ottobre 2008

Domenega


E' un mondo difficile.

sabato 18 ottobre 2008

I vantaggi delle classi separate

Le proposte volte a risolvere un problema, che vengano da uno schieramento piuttosto che da un altro, vanno ascoltate. E, se vi si trova un fondo di verità e di ragionevolezza, accolte.
Questo è ciò che ho pensato quando sono giunto a conoscenza della mozione della Lega Nord, quella volta a creare classi separate per italiani e per stranieri.
Io sono d'accordo, e vado a spiegare in breve perchè.
Qual'è il fine primo dell'istituzione scolastica? Formare i giovani, fornire loro una robusta preparazione ed educarli. Sin qui siamo tutti d'accordo.
Ed in che modo questo obiettivo va perseguito? Pungolando i giovani, fornendo loro gli strumenti adatti ad una crescita personale che poi si traduca in una crescita di tutta la società.
Ed ancora: come un bambino italiano può sentirsi stimolato alla crescita in una classe composta in maggioranza da stranieri che nemmeno parlano la lingua? In ben pochi modi, viene da rispondere.
La proposta della Lega mi pare muova in una direzione precisa: creare delle classi di stranieri in modo che essi possano imparare prima di ogni altra cosa la lingua ed in questo modo colmare il gap che li divide dai loro coetanei italiani.
Se in una classe "mista" (mi si passi il termine) il docente deve impegnare più tempo ad insegnare l'italiano che ad approfondire le materie che vantaggio avrà il bambino che la lingua già la conosce? Nessuno. Rimarrà indietro nella preparazione rispetto ad altri che sono in classi italiane che si concentrano sul programma.
Alcuni esponenti della sinistra hanno bollato come xenofoba e razzista la proposta della Lega. La loro soluzione ad un problema che effettivamente c'è è non fare nulla. La natura farà il suo corso?
Creare una classe ad hoc nella quale gli stranieri possano imparare la lingua e solo in un secondo momento (negli anni successivi) mischiare le classi è xenofobo? E se sì perchè?
Lasciare invece (emblematico il caso di Prato, nelle cui scuole elementari gli italiani sono penalizzati perchè non parlano cinese) che i bambini nati in Italia restino indietro per colpe non loro è equo, giusto, democratico?
La logica purtroppo è quella del: meglio che siano tutti penalizzati. Mal comune, mezzo gaudio. Un sistema che da tempo ha dimostrato d'essere totalmente fallimentare.

venerdì 17 ottobre 2008

Il Galoppatoio due - l'arrivo della polizia


Oh, io ve lo avevo detto che il simpatico sindaco di Mezzolombardo aveva qualcosa di strano. Questa avolta, è Anonimo che ha perso una grande occasione di tacere...Ah, le soddisfazioni della preveggenza politica (e della previdenza politica, oserei aggiungere).

giovedì 16 ottobre 2008

Gli economisti servono a qualcosa?

Sino ad oggi pensavo il mio fosse un pensiero isolato, probabilmente dovuto al fatto che per natura sono diffidente nei riguardi della scienza economica. Stamattina tuttavia mi sono dovuto piacevolmente ricredere. Mi siedo in treno, stendo le gambe, impugno il Corriere e leggo un pezzo da applausi del (come sempre) ottimo Carlo Sartori.
In poche parole, l'articolo chiariva una volta per tutte il fallimento dell'economia come scienza. Il ragionamento del resto non fa una piega. In breve è il seguente. Gli studiosi di questa materia trascorrono il tempo ad elaborare schemi e modelli che servano a prevedere e guidare l'andamento economico e finanziario di un sistema. Ebbene, dove sono stati sino ad oggi? Perchè non hanno previsto il crollo di queste settimane e non hanno saputo prevenirlo?
Delle due, l'una. O i modelli erano sbagliati, oppure gli studiosi del campo hanno volontariamente taciuto. In entrambi i casi, come scienziati hanno miseramente fallito.
Sartori chiudeva il pezzo con due (ancora una volta) condivisibili considerazioni. Primo: i segnali di una possibile crisi c'erano tutti, e gli economisti non hanno saputo leggerle, anche se di dimensioni elefantiache.
Secondo: dato tutto quanto sopra, chiedano scusa.
Chissà perchè, ho la sensazione che non assisteremo né ad assunzioni di responsabilità, né a passi indietro, né tantomeno a mea culpa.

lunedì 13 ottobre 2008

Col pollice grigio

Dall'inchiesta pubblicata oggi sul Sole 24 Ore, Trento risulta la terza "città verde" d'Italia, dietro Belluno e Siena.
Vivere in un ambiente sano, pieno di verde, senza cartacce ovunque e con aria pulita è importante. Essenziale, direi.
Per chi non se ne rendesse conto, consiglio un bel giretto nella metropoli. Tra metro, puzze di dubbia provenienza e scarichi d'auto nelle narici, tutto sarà dannatamente chiaro.

domenica 12 ottobre 2008

Vorrei pesare come Biagio Antonacci


Imminente ed attesissima l'uscita del nuovo lavoro di Biagio Antonacci. Un cd bello zeppo di pezzi inediti.
"Eh no, cazzo - ha commentato Jean Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea - non bastava il crollo dell'economia mondiale, ora quest'altra batosta ci metterà tutti in ginocchio".
P.s. A forza di fare lo sguardo da duro e da ganzo, Biagio Antonacci subirà entro l'anno il distacco della retina dell'occhio destro.