domenica 30 novembre 2008
venerdì 28 novembre 2008
Contro i mulini a vento

Un paio di partite di calcio in vita mia le ho viste, tutto sommato.
E c'è una cosa che ancora non mi riesco a spiegare.
Ora, quando un arbitro prende una decisione (per quanto sia una gigantesca svista) state pur sicuri che non cambierà idea.
Anche se, dopo un istante dal fischio, si rende conto dell'errore non tornerà sui suoi passi. Mai. Piuttosto muore lì, sul campo, tra i boati di approvazione del pubblico.
Solo una volta ogni sei - sette anni si può assistere ad un cambio di decisione, su qualche fallo laterale a centrocampo.
Detto questo: ma perchè diavolo i giocatori della squadra contro la quale l'arbitro ha fischiato si ostinano a protestare? Tanto non cambia nulla! Mah.
In foto, uno dei numerosi momenti nei quali l'anno scorso l'Inter ha acquistato lo scudetto.
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Daniele
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9:36 PM
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martedì 25 novembre 2008
Pagine di storia

Che gran momento per l'umanità intera quello vissuto ieri. Wladimiro Guadagno ha vinto il reality show Rai "L'Isola dei Famosi": un programma che prevede una quindicina di dementi che defecano in spiaggia sotto lo sguardo attento di milioni di italiani con il gusto del bello.
Dicevo, ha vinto Wladimiro, ex deputato transessuale di Rifondazione Comunista. Lo ha fatto grazie ai voti determinanti del pubblico a casa: e poi dicono che gli elettori di estrema sinistra non votano più e non sanno essere determinanti.
Dal momento della vittoria in poi è stato versato un inutile fiume di parole sulla vicenda. Gran complimenti, battiti fragorosi di mani, messaggi di congratulazioni. "Una vittoria per la sinistra", "una rinascita". Quando ci vuole ci vuole: ma che cazzo stanno dicendo? L'estrema sinistra è davvero ridotta così male da ridursi a gioire di questo schifo?
Addittura si è vociferato di una possibile candidatura di Vladimir Luxuria alle prossime elezioni europee. Quando si dice proporre persone preparate e che hanno dato prova delle loro qualità.
Forse ancor più gravi sono le letture profonde che alcuni hanno fornito di tutta questa pietosa vicenda, che inerisce e deve rimanere solo nel campo della televisione spazzatura. "Un riconoscimento sociale per i trans", "un'apertura degli italiani verso il diverso", "un passo avanti nella coscienza sociale".
Mi auguro tutto questo sia solo uno scherzo, tra l'altro di cattivo gusto. Io vedo solo l'ennesimo prodotto di una televisione ormai inguardabile, tutto qui.
C'è gente che è davvero ridotta male.
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Daniele
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8:12 PM
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Le parole giuste al posto giusto

Il nostro Presidente Silvio Berlusconi ci ha abituato ad almeno una clamorosa, fragorosa e gigantesca minchiata a settimana. Una delle sue specialità è sparare una frase senza senso (esempio: "Ritireremo le truppe dall'Iraq"), per poi negare di averla pronunciata o lamentarne un fraintendimento (esempio: "Intendevo dire che ritireremo i panni stesi al sole, per poi spedirli alle truppe in Iraq"). La minchiata fresca fresca è quella relativa alla tragedia di Rivoli, dove un diciassettenne è morto a causa del crollo di un soffitto nel liceo in cui studiava.
Il Primo Ministro ha commentato la vicenda etichettandola come una "tragica fatalità". Di tragedia in effetti si è trattato, ma di fatalità direi proprio di no. Una "tragica fatalità" ti cade tra capo e collo senza che tu possa intervenire ed evitarla. L'esempio del fulmine in testa durante un temporale è quello più calzante.
Lo stato delle scuole pubbliche italiane invece non è effetto del caso, del destino, del fato per l'appunto. E' il risultato piuttosto di decenni di incuria, di abbandono, di controlli saltati od eseguiti con approssimazione. E', ancora, la conseguenza di una cattiva gestione della vicenda "strutture pubbliche" ad opera di entrambi i governi.
Invece di parlare per dar aria ai denti, Berlusconi pensi a mettere mano concretamente alle scuole pubbliche ed a renderle quantomeno a norma. In un momento come questo l'ultima cosa che serve è la sua ennesima ed imbarazzante uscita. In attesa, ovviamente, di smentite.
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Daniele
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10:30 AM
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lunedì 24 novembre 2008
Chi comanda a Pechino?
"Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla Cina e non avete mai osato chiedere": questo sarebbe il perfetto sottotitolo di questo simpatico saggio, a tratti davvero divertente, a tratti oltremodo illuminante e brillante. Mastrolìa è uno di quei ricercatori che, sia lodato chiunque, ha deciso di non trasferirsi al M16 o alla CIA, ma ha deciso di restare in patria ed osservare attentamente il gigante asiatico. Per esemspio, vi siete mai chiesti come mai ora la Cina è più trasparente sulla questione ambiente? C'entra qualcosa il tira-e-molla di poteri tra la lobby dell'interno e la "cricca di Shanghai", oppure è stato un risultato delle O.I. e degli Occidentali? E chi è mai Hu Jintao veramente, dietro quei simpatici occhietti a mandorla? E ancora: cosa pensano, nell'interno del loro cuore patriottico e sin dalle guerre dell'oppio, i cinesi che vivono in Cina?
Non vi voglio svelare nulla del saggio - che ho avuto la fortuna, assieme ai miei colleghi, di sentire "riassunto" durante una lezione di tre ore -, perché voglio invitarvi a procurarvene uno: alla Ubik di Trento qualche mese fa ne avevano in abbondanza ed in riordino. Sulla Cina non si sa mai abbastanza, soprattutto, la gente "della strada" non ha accesso facile e consueto agli appunti di un "interno" della Difesa: questo saggio è una sbirciatina dentro la macchina della nostra Difesa, e dentro i luoghi nei quali si creano le idee.
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musa capricciosa
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domenica 23 novembre 2008
Pulizie di novembre, la Regione Trentino Alto - Adige
Parliamo un po' di autonomia, di enti locali e di quel che ci piace e quel che non ci piace.
Partiamo anzitutto da un presupposto: i soldi sono limitati, il mondo non è un eterno Monopoli nel quale bene o male i soldi puoi recuperarli e vivere sorseggiando un Martini mentre il sole cala nel tuo appartamento di viale della Vittoria. Se i soldi fossero illimitati ci sarebbero pochi problemi, tutto sarebbe migliore e le critiche ad una eventuale trasformazione delle Università in fondazioni private avrebbe un qualsiasi senso. Ma non divaghiamo.
Dicevamo che i soldi non sono infiniti, e dal momento che l'Italia sembra pagare in maniera più pesante questa limitatezza di risorse, proviamo a pensare cosa sia superfluo ed in quanto tale passibile di essere ottimizzato o tagliato.
Ragionando sulla nostra realtà, non può che venirmi in mente l'ente Regione Trentino Alto - Adige. Oggi l'amministrazione pubblica è compresa tra due fuochi, una sorta di schizofrenia di intenti. Da un lato infatti vige il principio di accorpamento delle risorse e di accentramento della gestione di numerosi settori, e l'UE ne è un fulgido esempio. Dall'altro lato invece, in ossequio alla "sussidiarietà", si spinge per un'amministrazione più vicina al cittadino ed alle sue istanze. A tutto questo intrecciamo la necessità di controllo e contenimento della spesa pubblica. Risultato? Alcuni enti non passano questo esamino di maturità e splendono in tutta la loro drammatica inutilità.
Il Trentino Alto - Adige ha delle sue specifiche peculiarità, e la gestione provinciale della cosa pubblica è quasi sempre esemplare. La Regione, in questo contesto, serve davvero a poco. Le sue competenze sono limitate e quasi sempre di "coordinamento" (ad esempio in materia di enti locali di minori dimensioni o degli uffici amministrativi dei giudici di pace). Nulla, ad ogni modo, che non potrebbe essere svolto a livello provinciale o perfino comunale.
In Trentino molto va bene. L'autonomia va benedetta, non si tocca. Allo stesso modo la gestione provinciale è soddisfacente. Ma la Regione è drammaticamente superflua, è uno spreco di soldi, poltrone e tempo. Ne si prenda consapevolezza e si abbia il coraggio di cancellarla o di depotenziarla fortemente, al punto di lasciarle poco più che qualche funzione di rappresentanza.
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Daniele
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2:24 PM
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sabato 22 novembre 2008
Una donna e una poltrona

Tempo di elezioni, di sondaggi, di risultati, di scommesse, di promesse.
Tempo di pensare, tra le altre cose, al nuovo sindaco di Trento. La ridente cittadina è infatti pronta ad accogliere il primo cittadino che prenderà il posto di Alberto Pacher (e della sua chioma discutibile). Ovviamente, man mano che si approssimano le elezioni, le voci in merito a chi potrà sedere sullo scranno si rincorrono vorticosamente.
Tutto è ancora piuttosto fumoso, ci saranno le primarie e verrà stilata una lista di papabili. Tra questi ci sarà probabilmente Donata Borgonovo Re.
Per chi non la conoscesse, Borgonovo Re lavora all'interno della facoltà di Giurisprudenza di Trento nel settore del diritto amministrativo e per diversi anni ha ricoperto la carica di Difensore Civico.
Persona di grande competenza, molto preparata, di rara sensibilità e molto attenta alle richieste dei cittadini.
Non ho alcun interesse personale nello spendere parole buone nei suoi confronti. Ma così come mi accanisco (verbalmente) contro chi ritengo abbia comportamenti scorretti, mi sento di appoggiare chi invece ha buone qualità. Inutile aggiungere che faccio tutto questo a nome solo mio, dal momento che non rappresento nessuno e nessuno tra l'altro vorrei mai rappresentare.
Attorno al nome di Donata Borgonovo Re è montata in questi giorni una sterile polemica in merito ad una presunta incompatibilità che non le permetterebbe di candidarsi. Lei sta elencando le proprie ragioni in molte interviste, e francamente mi sembrano molto più convincenti e fondate giuridicamente di quanto non siano quelle dei suoi avversari.
In conclusione, non posso che augurarmi che quest'ostacolo venga superato e che possa correre per la poltrona di sindaco.
Non so come potrebbe comportarsi. Almeno però ha dei capelli più folti di quelli di Pacher.
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Daniele
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11:27 AM
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venerdì 21 novembre 2008
Stamattina presto sono andata al Colosseo a guardarmelo davvero (più bello che nel film).
Vivere a Roma certe volte non ha prezzo.
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musa capricciosa
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11:39 AM
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giovedì 20 novembre 2008
Mahan non ha più ragione
Mahan identificava come questioni strategiche le risposte alle domande:
* qual è la funzione della Marina e quali sono i suoi obiettivi? -> Il dominio dei mari
* Come dovrebbero essere organizzate le navi? -> In flotte da battaglia
* Dove dovrebbero situarsi le "coaling stations", ossia quei porti o zone dove le navi avrebbero potuto trovare approvigionamento? -> In luoghi strategici denominati "chocke points" (come Cape Horn, le Hawaii).
Mahan percepiva le colonie come luoghi di valore per situare queste "coaling stations" (lui pensava a una flotta a vapore). Mahan altresì sottolineava l'importanza delle possibilità di passare gli istmi (Panama e Suez su tutti) come un fatto cruciale e necessario per il dominio della flotta americana sugli oceani, giacchè la marina Usa è una marina per sue oceani, e proprio per questo gli istmi si sarebbero rivelati fondamentali "chocke points".
Questo discorso torna oggi alla ribalta della cronaca (ma per approfondire basta aprire Limes o andare qui) a causa del super sequestro da parte dei pirati della supepetroliera saudita, talmente grande che non ci passa nemmeno da Suez (un chocke point), che era diretta a doppiare il Capo e che, fatto curioso, è stata la prima nave saudita ad essere varata da una donna. Non ha portato fortuna: ora si rischia il disastro ecologico, la NATO non sa che fare della questione pirati-con-petroliera e tutti i governi si guardano stupiti. L'era delle guerre di corsa ora si combina con l'era del crimine transnazionale e del terrorismo internazionale. Un bel programmino.
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musa capricciosa
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7:08 PM
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mercoledì 19 novembre 2008
Il professore è matto?
Ora, la maggior parte dei commenti diceva pressappoco che i maestri e professori prendono troppo (mille euro netti al mese) per le ore che svolgono (18 o 24). I maestri, una nutrita ma agguerritissima minoranza, sosteneva invece che le ore di lezione, 18 o 24, non sono il solo momento durante il quale loro lavorano. Eh no. I maestri sostenevano che ci sia da mettere in conto anche il tempo che loro passano a correggere i compiti e preparare le lezioni.
Siccome non sono troppo vecchia e siccome ho fatto anch'io "l'insegnante", mi permetto di dire la mia.
a. Sulla retribuzione: qui non mi posso pronunciare. Sono un difensore dell'idea che per educare, andrebbero spese le menti migliori del Paese. Solo menti geniali possono far scaturire interesse (e magari genio) in menti giovani. Il classico professore/maestro ignorante e crapulone, tipico della scuola dell'obbligo italiana, si allontana esponenzialmente, in moltissimi casi, dall'eccellensa "MENSA". Ricordo solo che la mia supplente di inglese di Caltanissetta, durante il secondo quadrimestre della mia seconda media, scuola pubblica, scrisse in calzini gialli e ciabatte, orgogliosamente "Ougust" sulla lavagna. Mi piange ancora il cuore pensando alle 3I di morettiana memoria.
b. Sull'orario di lavoro. Qui bisogna fare un discorso un po' più articolato:
* Correggere i compiti. I compiti, normalmente, vengono corretti in classe. I compiti dati di giorno in giorno, per otto anni di medie ed elementari sonos empre stati corretti in classe: si impara dagli errori degli altri, come no! Per cui, i professori fanno la correzione in aula. I compiti in classe non sono poi tanti: alle superiori avevamo, per materia, due compiti al bimestre per un totale di quattro bimestri, ossia otto compiti. In classe eravamo 22, ed il professore in genere aveva solo 2 classi alle quali faceva lezione. Non è tanto tempo, davvero. Diciamo quattro ore per classe in più, ma solo per le superiori: correggere le sillabazioni di un nanetto di cinque anni mi pare una cosa fattibile anche stando sulla tazza del wc.
* Preparare le lezioni. Assodato che la scuola normalmente non arriva a coprire, in nessuna materia, la metà del Novecento (eccezion fatta, forse, per qualche puntatina in fisica, scienze e matematica), una volta che il professore collauda una volta, durante il suo primo anno d'insegnamento, il modo di insegnare Dante, non è che poi Dante scriva un addendum alla sua Opera. Mica è Moccia. Per cui, le ore di "preparazione" potrebbero essere accreditate solo la prima volta che un prof si accinge ad insegnare. Poi basta. O no?
Che cosa ne pensate? Credete anche voi che sarebbe meglio che un fisico nucleare insegnasse fisica ai ragazzini, ben stipendiato? Pensate anche voi che, però, gli insegnanti non eccellenti dovrebbero cucirsi la bocca? Io sono di questo avviso. Per fortuna, chi arriva all'Università (o meglio, chi arriva ad insegnare dove sto io ora, alla Magistrale) spesso è davvero eccellente, con tratti di genio nel proprio lavoro. Ma che ce ne facciamo delle prof "Ougust"?
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musa capricciosa
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4:44 PM
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domenica 16 novembre 2008
Buona domenica con Buraku
* il blog linkato, di un ragazzo veronese, credo sia il blog più brillante dell'anno. Da quando ha smesso di ascoltare/definirsi radicale, è diventato davvero eccellente. Lo consiglio a tutti i lettori di Oltretrento: dice cose sensate, con ironia e spirito pratico. Un'ottima lettura riposante per la domenica.
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musa capricciosa
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10:47 AM
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sabato 15 novembre 2008
Houston, abbiamo un problema
Ultimamente Blogspot mi fa veramente imprecare.
Di una lentezza sconcertante, spesso le pagine non vengono caricate.
Non va come dovrebbe.
E' solo un mio problema o avete qualche difficoltà anche voi?
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Daniele
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2:30 PM
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mercoledì 12 novembre 2008
Perdersi una "c" per strada

Trento, manifestazione contro il ministro Gelimini.
Leggete lo striscione. Manca qualcosa. Guardate bene.
Un discreto numero di cervelli.
- Inciso aggiunto il 15 novembre -
Dopo feconda discussione, ho capito che il riferimento era all'Aquis. Tuttavia, rimangono le mie perpelssità in merito alla sostanza della protesta ed al fatto che, diamine, sarebbe basato usare l'inchiostro rosso per mettere in luce qualcosa che altrimenti capiscono solo i manifestanti. Sarebbe infatti necessario dare la possibiltà anche a chi non è più addentro gli ambienti univerisitari di capire al volo ragioni e motivi di una protesta che altrimenti resta poco più che autoreferenziale.
Ora squsate ma kiudo cuesto post percè ne habbiamo parlatio a suffichenza.
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10:41 PM
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Donne che amano spontaneamente

Pronto in libreria l'attesissimo lavoro di Antonio Cassano. Un'autobiografia nella quale racconta i particolari della sua (peraltro inutile) vita. Tra i dettagli più interessanti, quelli che riguardano la sua frizzante vita sessuale. "Ho avuto rapporti con 600 - 700 donne", ha dichiarato Totò.
Beh, quando uno è bello è bello.
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9:51 PM
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martedì 11 novembre 2008
Patria di poeti e di servi

Quando vedo quest'uomo, Sandro Bondi, mi girano le palle.
Detto questo, vorrei spendere un paio di righe per lui. Come sapete si diletta nella nobile arte della poesia. Tuttavia, essendo quello che è, i risultati sono pietosi. Dal momento che amo condividere con gli altri il bello (non è questo il caso) ed il brutto (è questo il caso) del mondo, vi presento un paio di poesiole a sua firma. Così, tanto per rallegrarvi la giornata. Con tanto di dediche.
A Stefania Prestigiacomo
Luna indifferente
Materna sensualità
Velo trasparente
Severo abbandono
A Giuliano Ferrara
Antro d'amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezzaA Rosa Bossi in Berlusconi
Mani dello spirito
Anima trasfusa.
Abbraccio d’amore
Madre di Dio
A Silvio
Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita novaFatemi capire, diamine. Stefania Prestigiacomo severo abbandono di cosa? Delle sinapsi?La madre di Berlusconi "madre di Dio"? Follia pura. Pura.
Di Giuliano Ferrara vogliamo parlarne? Al massimo è un antro di fagioli, un rombo di peti, un fiume di stronzate.
La poesia su Berlusconi poi è il trionfo del nulla. Con il verso "vita vitale" l'umanità intera ha toccato uno dei punti più bassi mai raggiunti.
Che schifo.
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Daniele
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8:53 PM
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lunedì 10 novembre 2008
Per un piatto di lenticchie
Uno di questi sconfitti, che ha comunque preso un risultato fin troppo buono (ossia, superiore allo zero virgola uno), merita la vostra considerazione, cari concittadini trentini. Forse voi non lo sapete, ma quando siete andati alle urne a votare per lui, tracciando con la matitina smozzicata del seggio la X sul suo simpatico faccione, ebbene, forse voi non sapevate di star dando un po' di soldi alla prole di questo simpatico politico.
Eh sì. Perchè se voi votate un politico, gli date da mangiare. E se date da mangiare a lui, date da mangiare a tutta la sua famiglia. E se date da mangiare alla sua famiglia, significa che in qualche modo date da mangiare alla sua prole.
Ed ora voi, cari concittadini trentini che fate la spesa al discount perchè non arrivate alla fine del mese, spero proprio che voi non abbiate, nel segreto delle vostre cabine elettorali, votato lui. Perché in tal modo avreste condannato i vostri figli, magari, a rinunziare alla carriera accademica, permettendo invece alla prole del suddetto un'edicazione di primo livello, in una delle università private più costose d'Italia.
Il fatto che il tal politico abbia ricevuto una percentuale di voto pari alla quantità di monetine che servono a procurarsi un caffè alle macchinette della Biblioteca Centrale di Ateneo a Trento, fa ben sperare. Forse voi non sapevate della prole del politico, ma l'infallibile istinto trentino vi ha tenuti lontani da questo finanziamento coatto.
Se avete indovinato il nome del politico, tenetevelo per voi. Ma alle prossime elezioni, spargetelo ai quattro venti.
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musa capricciosa
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venerdì 7 novembre 2008
Perchè in piazza?

Riforma dell'Università sì, riforma dell'Università no...
Per ora pare aver vinto a mani basse il sì. Del resto che i movimenti di piazza di questi giorni avessero un'utilità limitata e marginale era palese.
Quanto di buono e di cattivo c'è nella riforma del ministro Gelmini? Se posso dire (vanamente) la mia, è troppo presto per comprenderlo. Era ancor più presto le settimane scorse, quando di definitivo c'era ben poco eppure una parte degli studenti scese in piazza urlando slogans che lasciano il tempo che trovano. Il rettore Bassi in quei giorni si disse stupito, e lo credo bene. Dopo la guerra preventiva, la cieca e sciocca contestazione preventiva.
Comunque, i giorni sono passati ed oggi i punti enucleati dal ministro mi sono piaciuti, e parecchio. Se le dichiarazioni rilasciate corrispondono alla realtà (e, ripeto, c'è da aspettare un po' di tempo per interpretare gli effetti di una riforma così complessa), ben vengano! Nel dettaglio, eccone il contenuto.
150 milioni di euro per favorire il turnover. Le università potranno anche decidere di fare entrare solo giovani ricercatori assumendone 2 per ogni docente in pensione. Almeno il 60% delle assunzioni, comunque, dovranno essere destinate ai nuovi ricercatori.
500 milioni del Fondo di finanziamento ordinario verranno distribuiti alle università più virtuose, cioè a quelle con produzione scientifica, organizzazione e qualità didattica migliori. Gli atenei saranno individuati attraverso i parametri di valutazione Civr, Cnvsu e modelli internazionali. Premiate con più finanziamenti, trasferiti direttamente dal ministero, anche quelle università che ridurranno sedi distaccate non funzionali e corsi di laurea in eccesso rispetto alle reali esigenze formative degli studenti e alle richieste del mondo del lavoro.
Non subiranno alcun blocco i concorsi già banditi anche se verrà modificata la modalità con cui vengono formate le commissioni. Fino a ieri c'erano un membro interno e 4 membri eletti, da oggi verrà eletto un pool molto ampio di professori (12) all'interno del quale, poi, saranno estratti a sorte coloro che faranno parte della commissione che giudicherà. Infine verranno dati 135 milioni di euro ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici (nel 2009-2010 tutti gli idonei in Italia, circa 180mila, avranno la borsa di studio e l'esonero dalle tasse), mentre 65 milioni di euro verranno destinati a nuove residenze universitarie.
Questo è quel che per ora è emerso. Tagli ce ne saranno, è inutile nascondersi dietro un dito. Eppure se quei tagli saranno concentrati sui "rami morti" dell'Universià, dove sta il male? Se verranno utilizzati per dismettere corsi di laurea inutili, sedi distaccate, personale in esubero, stipendi ai professori di 110 anni, dove sta il male? Perchè contestare se non si sa ancora nulla? Oltre che inutile, è sintomo di scarsa capacità di pensare con la propria testa. Tanto è vero che buona parte dei giovani intervistati durante le manifestazioni non sapevano nemmeno argomentare la loro presenza lì. Scomodo da ammettere, irritante per qualcuno. Ma vero.
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Daniele
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giovedì 6 novembre 2008
Bandiere al vento

Questo post mi costa, un pochino.
Eppure le cose quando vanno dette vanno dette, se non altro per onestà intellettuale.
Ieri prestazione poco più che mediocre della Juventus in casa del Real Madrid.
Eppure è salito in cattedra Alessandro Del Piero, autore di una partita maiuscola. Attualmente è il giocatore più forte in serie A, il più in forma. Due perle ieri sera, ed il pubblico in piedi ad applaudirlo come accadde a Francesco Totti nel 2002 sullo stesso palco.
Due grandi giocatori, due bandiere che ricorderemo quando purtroppo si ritireranno.
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Daniele
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7:29 PM
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